Giuseppe Conte: da uomo sconosciuto a politico navigato

La figura del Presidente del Consiglio uscente è poliedrica e merita di essere approfondita

Giuseppe Conte e la politica

Sono passati meno di tre anni da quando Giuseppe Conte fu chiamato a fare il Presidente del Consiglio all'interno di una inconsueta maggioranza quella gialloverde che univa populisti e movimentisti. Da allora quell'uomo sconosciuto si è imposto nel panorama politico italiano. Volenti o dolenti non si può non parlare ed approfondire la figura di Giuseppe Conte.

Conte nel governo gialloverde

In principio Giuseppe Conte fu chiamato a diventare Presidente del Consiglio di una maggioranza numericamente solida ma politicamente eterogenea che vedeva il M5S e la Lega di Salvini alleati per necessità dopo le elezioni del 2018.

Il suo ruolo in tale governo fu inizialmente quello del “notaio”, un po' anonimo ed impacciato. All'epoca egli era il garante dell'alleanza tra Di Maio e Salvini.

Ricordiamo che tale alleanza politica aveva allora una spinta fortemente antieuropeista che aveva inizialmente spaventato (e non poco) le cancellerie europee.

Pian piano però la figura di Conte si è imposta per equilibrio e sobrietà, nonostante all'epoca Salvini continuasse a giocare un ruolo destabilizzante per la figura di Conte all'estero.

All'esterno sembrava che Giuseppe Conte fosse in balia delle forze politiche che lo sostenevano e nei consessi europei pareva quasi scusarsi per questo.

Poi ci fu l'estate del 2019, quella del Papeete in cui Matteo Salvini giocò il tutto per tutto per capitalizzare il proprio consenso politico che lo vedeva al 40% nei sondaggi dopo aver spolpato i voti del M5S.

Conte nel governo giallorosso

Crollato il primo governo Conte le forze politiche di centrosinistra trovarono una quadra con il M5S e diedero vita ad un nuovo esecutivo completamente diverso da quello precedente ma con un elemento in comune: il Presidente del Consiglio. Con una giravolta politica inedita (almeno nella storia recente del nostro paese) e degna di nota Conte è stato in grado di sostituire se stesso e di passare dal governo dei populisti antieuropeisti a quello europeista dei giallorossi.

Da qui in avanti la figura dell'avvocato Conte si è completamente trasformata. Da anonimo garante di un contratto di governo nel Conte I ad attivo Presidente del Consiglio nel Conte II.

Tolta la figura ingombrante di Salvini e probabilmente grazie allo spazio lasciatogli dai partiti che lo sostenevano pian piano il Conte nazionale si infatti è imposto in Italia ed all'estero come figura politica di riferimento per la maggioranza che lo sosteneva.

Un ruolo che non può essere oggettivamente negato tanto che con l'arrivo della pandemia legata al Covid-19 è riuscito in ciò che nessun politico italiano aveva ottenuto prima di lui: tessere una tela politica in sede europea tale da far cedere la granitica Germania ed i paesi del nord Europa e garantire al nostro paese una consistente fetta dei fondi del Next Generation EU.

Non dimentichiamo infatti che il nostro paese è stata la prima democrazia nel mondo occidentale a dover affrontare l'epidemia legata al Coronavirus.

Giuseppe Conte si è dovuto trasformare ulteriormente in uomo in grado di gestire una pandemia senza precedenti ottenendo un ampio consenso almeno per la prima parte della crisi sanitaria.

Il crollo del Conte II ed il suo ruolo di federatore

Nonostante questo è innegabile che gli ultimi mesi l'attività di governo del Conte II sia stata lenta ed in difficoltà visto l'alto grado di litigiosità interna dovuta soprattutto ad Italia Viva.

Il conseguente crollo della maggioranza ha quindi costretto il Presidente del Consiglio Conte a rassegnare le dimissioni ed a cedere la palla al Quirinale che ha incaricato Mario Draghi di trovare una maggioranza per formare un nuovo governo per il nostro paese.

Nonostante questo dubito fortemente che Giuseppe Conte sia pronto a ritirarsi dalla scena politica.

Giusto due giorni fa ha dichiarato che non si opporrà ad un governo Draghi (e facendolo è come se ne avesse dato il via libera), ma anche che si offre come federatore per l'esperienza politica nata dalla collaborazione tra LeU, PD e M5S.

Insomma l'avvocato Conte non va sottovalutato e sono convinto che troverà un modo per ritornare a giocare un ruolo di primo piano.

Niente male per uno sconosciuto catapultato a Palazzo Chigi meno di tre anni fa.

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