La lista dei ministri ed il pragmatismo di Draghi

Ecco il minimo comun denominatore dei ministri scelti da Mario Draghi per il suo governo

Governo Draghi

Si chiude il cerchio disegnato dal Quirinale: Mario Draghi ha presentato la lista dei ministri da lui scelti (e probabilmente condivisi con Mattarella).

Contrariamente a quanto ipotizzavo qualche giorno fa il Presidente del Consiglio incaricato Draghi ha deciso direttamente a quali persone affidare i ministeri senza concordare nulla con i partiti che lo sostengono.

Vista l'attuale situazione politica uno stallo di giorni nella scelta dei nomi avrebbe significato perdere altro tempo prezioso.

L'indirizzo del nuovo premier (supervisionato dal colle) è chiaro: dare al paese un governo in grado lavorare sin da subito. Non c'è tempo per inserire figure politiche inesperte che avrebbero avuto la necessità di capire come funziona la macchina ministeriale e di governo.

La scelta è quindi caduta tra dei tecnici ed esperti all'interno di ministeri chiave (Cartabbia, Colao, Cingolani) e dei politici che già hanno ricoperto il ruolo di ministri (Speranza, Orlando, Franceschini, Bonetti, Brunetta, Carfagna, Gelmini, Di Maio, Giorgetti) o che per lo meno sappiano già come muoversi nel palazzo (Garavaglia).

Si tratta quindi di un esecutivo che nelle idee di Mattarella e Draghi deve mettersi immediatamente all'opera perchè molto tempo prezioso è andato perso in questo mese circa dall'inizio della crisi di governo.

Purtroppo le scadenze che il governo si troverà ad affrontare non possono essere rinviate (piano vaccinale, Next Generation EU e crisi economica tanto per citarne alcune).

Pur se con una larga maggioranza che lo sostiene l'incognita resta come possa un governo di così larghe intese accontentare tutti.

Il lavoro di Draghi sarà quindi quello di fare una sintesi tra le diverse e contrapposte sensibilità delle forze politiche e proporre una sua soluzione.

Spero che l'arte del compromesso non si traduca in una difficoltà a prendere provvedimenti in grado di affrontare i problemi che ci aspettano nei prossimi mesi.

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